Il Comitato Unitario delle Professioni dell’Emilia-Romagna continua a crescere, grazie alla recente adesione dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Bologna.
L’Ordine dei Farmacisti conta circa 2.200 iscritti, la maggior parte dei quali lavorano all’interno di farmacie mentre una minoranza è impegnata negli ambienti ospedalieri, nell’Industria e nella Ricerca.
Negli anni sono cambiati i bisogni di salute delle persone e, allo stesso tempo, si è evoluta la rete dei professionisti sanitari e sociosanitari a servizio e supporto dei pazienti. Oggi i Farmacisti si uniscono ai professionisti del CUP ER, in totale circa 158.000, per ottenere un ruolo sempre più centrale nella definizione della sanità regionale del futuro.


Per comunicare il nuovo e importante ingresso nel CUP, abbiamo rivolto alcune domande al presidente dell’Ordine dei Farmacisti, il dott. Paolo Manfredi.
Quali sono le motivazioni che vi hanno portato ad aderire al CUP ER?
Abbiamo accolto l’invito del CUP e del suo presidente Alberto Talamo con grande convinzione ed entusiasmo. È stato anche un modo per entrare in contatto e in sintonia con gli altri presidenti degli ordini professionali con cui da subito si è instaurato un buon rapporto, che è un po’ il riflesso della voglia di interagire, per dare un contributo ad un’azione collettiva e corale a beneficio di tutti. È questo il punto da tenere fermo all’orizzonte.
Qual è lo stato di salute in cui attualmente versa la categoria dei Farmacisti?
La farmacia rappresenta solo una parte del nostro mondo lavorativo. Soprattutto nell’ultimo periodo il farmacista ha visto aumentare molto la propria credibilità agli occhi del paziente. Il numero degli accessi, solo nella Regione Emilia-Romagna, in un anno è di 84 milioni. È un punto chiave in questo momento, anche perché il vero valore del farmacista è la prossimità.
Spesso il farmacista è il primo professionista a cui il paziente si rivolge quando ha una necessità, ma è anche l’ultimo a cui si affida prima di assumere il farmaco.
Ci sono progetti da portare avanti insieme al CUP ER in questo 2023?
Si, assolutamente. Il primo obiettivo è quello di dare un vero impulso alla cooperazione con le altre professioni sanitarie e sociosanitarie per costituire insieme uno snodo vero della sanità emiliano-romagnola. Ci impegneremo ad esempio per garantire al cittadino il valore di prossimità rappresentato dalla Casa di Comunità. In quest’ottica, serve una sinergia vera tra professionisti che possano utilizzare questo spazio, cioè la farmacia, come primo contatto con il paziente, per poi proseguire il percorso di cura sul territorio.
Vogliamo essere sempre più propositivi e sappiamo che lavorare insieme al CUP può rappresentare una risposta concreta alla domanda di salute del cittadino.
Ringraziamo il dott. Paolo Manfredi per la disponibilità e il tempo dedicatoci, con l’augurio che questa nuova collaborazione possa portare a compimento progetti ambiziosi e offrire opportunità per un miglioramento ed accrescimento reciproco, sia per il CUP sia per i farmacisti.
